Preso l'autore delle razzie alle Cinque Terre, a Vernazza l'ultima bravata
Ha vent'anni ed è stato incastrato, per l'episodio di questa notte, dalla telefonata di un residente del borgo che ha notato dei rumori strani in Via Roma. Le indagini dei carabinieri proseguono.
Cinque Terre - Val di Vara - Aveva preso di mira le Cinque Terre, non certo per le loro bellezze naturali e i promontori mozzafiato ma come un bancomat all'aria aperta e, all'occorrenza, come dispensa alimentare. L'autore delle scorribande è un marocchino di soli vent'anni, individuato stanotte a Vernazza dove ha forzato l'entrata di un ristorante e di un bar, rubacchiando il fondo cassa e bevendo succhi di frutta.
A mettere un freno a quella che sarebbe potuta essere l'ennesima razzia in un borgo delle Cinque Terre, è stato un testimone che alle 2.45 ha sentito del trambusto provenire da Via Roma. L'uomo ha chiamato i carabinieri e in breve tempo due pattuglie hanno raggiunto il ristorante. Dell'autore delle effrazioni non c'era traccia, ma potendo contare su una descrizione del giovane che cercavano già dopo i colpi a Monterosso e Vernazza, i militari sono andati sicuri verso la stazione ferroviaria. L'hanno trovato proprio lì mentre cercava di fuggire: il giovane ha visto i militari e per assicurarsi una scappatoia si è lanciato verso un cespuglio di rovi che dava su un canalone. Inutile dire che il fuggitivo è stato bloccato negli istanti successivi.
E' partita così la denuncia per furto e danneggiamenti a cui si aggiunge il foglio di via, ma le indagini dei carabinieri non si fermano alla serata di ieri: su di lui si sta stringendo il cerchio in riferimento alle razzie dei giorni scorsi quando alcune telecamere lo avevano immortalato mentre forzava l'entrata di alcuni esercizi e portoni. Lo stesso "modus operandi" si è ripresentato anche a Vernazza: numerose sono infatti le entrate di esercizi che presentano segni di tentata effrazione. Non è finita qui, perchè sono in corso approfondimenti ulteriori per verificare se abbia agito da solo oppure con un complice. Dalle indagini dei carabinieri è emerso infine anche che a carico del ventenne pre-esisteva un'altra denuncia che risale allo scorso febbraio: il marocchino era stato individuato all'interno dell'Hotel "Punta Mesco" assieme ad un connazionale. In quel periodo l'albergo era chiuso a causa del termine della stagione turistica e i due giovani si erano introdotti senza permesso, scegliendo la pregevole struttura ricettiva come riparo.
A mettere un freno a quella che sarebbe potuta essere l'ennesima razzia in un borgo delle Cinque Terre, è stato un testimone che alle 2.45 ha sentito del trambusto provenire da Via Roma. L'uomo ha chiamato i carabinieri e in breve tempo due pattuglie hanno raggiunto il ristorante. Dell'autore delle effrazioni non c'era traccia, ma potendo contare su una descrizione del giovane che cercavano già dopo i colpi a Monterosso e Vernazza, i militari sono andati sicuri verso la stazione ferroviaria. L'hanno trovato proprio lì mentre cercava di fuggire: il giovane ha visto i militari e per assicurarsi una scappatoia si è lanciato verso un cespuglio di rovi che dava su un canalone. Inutile dire che il fuggitivo è stato bloccato negli istanti successivi.
E' partita così la denuncia per furto e danneggiamenti a cui si aggiunge il foglio di via, ma le indagini dei carabinieri non si fermano alla serata di ieri: su di lui si sta stringendo il cerchio in riferimento alle razzie dei giorni scorsi quando alcune telecamere lo avevano immortalato mentre forzava l'entrata di alcuni esercizi e portoni. Lo stesso "modus operandi" si è ripresentato anche a Vernazza: numerose sono infatti le entrate di esercizi che presentano segni di tentata effrazione. Non è finita qui, perchè sono in corso approfondimenti ulteriori per verificare se abbia agito da solo oppure con un complice. Dalle indagini dei carabinieri è emerso infine anche che a carico del ventenne pre-esisteva un'altra denuncia che risale allo scorso febbraio: il marocchino era stato individuato all'interno dell'Hotel "Punta Mesco" assieme ad un connazionale. In quel periodo l'albergo era chiuso a causa del termine della stagione turistica e i due giovani si erano introdotti senza permesso, scegliendo la pregevole struttura ricettiva come riparo.

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